Edilizia scolastica, gli ultimi provvedimenti

Il DL ambiente approvato venerdì 13 giugno dal Consiglio dei Ministri prevede finanziamenti a tasso agevolato per un importo complessivo di oltre 300 milioni, concessi attraverso il fondo rotativo “Kyoto”, per incrementare l’efficienza energetica degli edifici scolastici ed universitari pubblici. Soprattutto, però, è stato firmato ed emanato dal Presidente del Consiglio un DPCM che individua i comuni beneficiari (e il relativo importo) dall’esclusione del patto di stabilità interno, per gli anni 2014 e 2015, delle spese sostenute per interventi di edilizia scolastica. Un’operazione, quella dell’edilizia scolastica, che dal prossimo primo luglio coinvolge oltre il 50% degli edifici scolastici, prevede 21.269 interventi 1.094.000.000 di euro di investimenti.

Gli ultimi provvedimenti del Governo

Sono 450 i milioni (recuperati in buona parte dal Fondo per lo Sviluppo e la coesione) che saranno destinati a lavori di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale (17.959 i plessi scolastici coinvolti); si tratta sostanzialmente di tinteggiature, ripristino funzionale di impianti idraulici ed elettrici, sistemazione di aree verdi, serramenti e vetri rotti. Operazioni possibili grazie anche al Piano di reimpiego degli ex lavoratori socialmente utili che oggi si occupano delle pulizie. Un’altra fetta di risorse, 400 milioni, saranno impiegati per interventi di manutenzione straordinaria più rilevante che consentiranno di mettere in sicurezza 2921 scuole (rimuovendo anche amianto e barriere architettoniche). Altri 244 milioni (relativi agli anni 2014-2015), con lo sblocco del Patto di stabilità (sancito dal DPCM ora firmato da Renzi), consentiranno di aprire immediatamente cantieri: 389 le scuole coinvolte. Si tratta di una prima tranche perché con la Legge di stabilità si potranno ricomprendere nell’operazione anche quei Comuni (e quindi un altro pacchetto di scuole) che chiedono lo sblocco del Patto di stabilità dal 2015. La nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica – ha spiegato nei giorni scorsi il sottosegretario all’Istruzione con delega all’edilizia scolastica, Roberto Reggi – consentirà poi di programmare le risorse previste dal fondo sviluppo e coesione 2014-20, riguardante gli interventi futuri.

La rivoluzione educativa

La scuola è uno temi su cui il governo intende giocare la sua battaglia nelle prossime settimane. Matteo Renzi, parlando sabato all’assemblea del Pd, ha insistito sulla necessità di avviare una «gigantesca campagna» per l’educazione. «Dalla crisi esci se prendi questo 40,8% e hai il coraggio di fare – ha spiegato – l’unica grande vera rivoluzione, che è quella educativa, partendo dalla scuola». Ed entro luglio – ha assicurato – il governo interverrà sulla questione con un provvedimento di legge. Ma anche l’Europa dovrà fare la sua parte: «Chi si candida alla guida della Commissione Ue ci chiarisca prima che intende fare su investimenti su scuola e banda larga».

Fonte: Il Corriere della Sera

Autore:

Alessandro Sartori
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