Scuola primaria a Villafranca, VR

Dettagli progetto

  • Luogo: Villafranca, VR
  • Anno di progettazione: 2014-2015
  • Anno di costruzione: 2014-2016
  • Committente: Comune di Villafranca
  • Progettista: arch. Giulia de Appolonia
  • Area: 2.100 mq (1.200 mq ristrutturazione - 900 mq ampliamento)
  • Budget: 2.200.000 €

L’area di intervento si localizza in una frazione poco caratterizzata dal punto di vista urbano nella  periferia tra Villafranca e Verona, all’ingresso del nucleo urbano ed in transizione con il territorio agricolo.

La presenza più caratterizzante è quella della “strada della Rizza” intorno alla quale si struttura tutto il nucleo urbano, che è un asse relativamente trafficato di uscita da Verona.

©Nicolò Galeazzi

Vista notturna del nuovo edificio da Strada della Rizza ©Nicolò Galeazzi

Il nuovo edificio realizzato come ricostruzione ed ampliamento di un corpo precedentemente esistente con giacenza parallela alla strada della Rizza si configura come un muro abitato che protegge lo spazio della scuola dall’aggressività della vicina viabilità. Per questo il piano rialzato è completamente cieco, ed anche l’immagine (calcestruzzo a vista) è quella di un manufatto semi-infrastrutturale.

La facciata del piano superiore è integralmente rivestita in policarbonato alveolare a 12 camere, con un forte coefficiente di abbattimento termico, con una tonalità grigia verso l’esterno e bianca verso l’interno. In questo modo la luce che viene trasmessa verso l’interno delle aule e’ completamente bianca e non modificata dal colore della lastra interna. Le aule presentano quindi un’intera parete di immissione della luce naturale, con un’unica apertura finestrata costituita da una fascia in vetro parzialmente apribile.

©Nicolò Galeazzi

Visione globale dell’intervento vista da Strada della Rizza ©Nicolò Galeazzi

L’intercapedine che si forma tra policarbonato e vetro è ventilata inferiormente da una griglia continua realizzata nell’attacco tra il muro in calcestruzzo e lo sbalzo della facciata in policarbonato, e da una serie di forature lasciate in negativo sul solaio a sbalzo in calcestruzzo. Superiormente l’intercapedine è ventilata sulla continuazione del serramento, con un serramento motorizzato basculante che la mette in comunicazione con l’esterno.

Questo fronte dell’edificio costituisce la naturale terminazione dello spazio dell’antistante piazza della chiesa (localizzata sul lato opposto della strada della Rizza)con cui quindi l’edificio entra in relazione. In questo modo si cerca di radicare il nuovo edificio al contesto urbano conferendogli la dignità di edificio pubblico che costruisce urbanità relativamente al suo contesto.

Sempre con la medesima finalità si crea uno spazio di polmone pubblico mediante cessione di una parte del lotto scolastico che rimane al di fuori del recinto che definisce una piccola piazzetta destinata a ricevere il flusso pedonale proviene dalla piazza della chiesa,  servita da un amplio spazio di parcheggio utilizzato anche dagli utenti della scuola.

©Nicolò Galeazzi

Vista frontale del nuovo edificio dalla piazza della chiesa ©Nicolò Galeazzi

L’androne affacciato sulla strada secondaria d’accesso invita  all’ingresso ed alla sosta, annunciandosi con un grande portico a doppia altezza che fa da filtro tra lo spazio pubblico e quello privato della scuola. Risolve inoltre un problema di sicurezza legato alla precedente localizzazione dell’ingresso sulla strada piu’ trafficata.  A fronte di una relativa freddezza e durezza nella scelta dei materiali che denunciano l’edificio nel suo affaccio sulla strada principale, dei contrappunti di colore sono introdotti nella facciata dell’ingresso principale, sulla strada secondaria perpendicolare alla prima, e sul lato del giardino, ammorbidendo notevolmente il primo impatto e riconducendo attraverso le varie tonalità di giallo utilizzate ai colori del giardino interno.

©Nicolò Galeazzi

La scala della parte di nuova costruzione ©Nicolò Galeazzi

La pensilina antistante l’androne di ingresso, già al di fuori del recinto scolastico, oltre alla sua importante funzione di protezione in caso di pioggia per chi attende l’apertura dei cancelli, è un’importante elemento di mediazione urbana in quanto riporta la scala della doppia altezza dell’androne a quella delle vicine abitazioni unifamiliari di 1 o 2 piani.

La biblioteca della scuola ©Nicolò Galeazzi

La biblioteca della scuola ©Nicolò Galeazzi

L’interno dell’edificio nella purezza e semplicità delle linee è dominato dal colore: si utilizza un materiale naturale composto da un impasto di fibre di legno con resine (Valchromat), colorato in pasta e disponibile nei colori degli ossidi naturali per sviluppare un vero e proprio percorso cromatico di identità dei piccoli fruitori, ove le singole funzioni e le singole aule sono identificabili attraverso colori diversi. Grazie alla sua versatilità ed alla grande performance tecnica, questo materiale e’ utilizzato indistintamente come rivestimento di parete, per la realizzazione di arredi fissi a servizio del personale docente e degli alunni stessi ed anche per la realizzazione delle porte delle aule.

La sua colorazione in pasta garantisce la permanenza nel tempo di un ottimo livello di conservazione, non essendo necessario alcun tipo di manutenzione.

©Nicolò Galeazzi

Vista delle aule ristrutturate ©Nicolò Galeazzi

Le aule e biblioteca sono integrate da pareti attrezzate realizzate nel medesimo materiale che permettono a tutti gli utenti (insegnanti e ragazzi) di avere un loro spazio di deposito, permettendo in questo modo che le aule rimangano sempre sgombre da oggetti ed in perfetto ordine.

L’intervento sull’edificio esistente si configura come adeguamento sismico ed efficientamento energetico, ristrutturazione edilizia oltre che rifunzionalizzazione del piano interrato, inizialmente configurato come open-space- spazio polivalente e finalmente configurato come spazio per aule di interciclo- auditorio.

©Nicolò Galeazzi

L’auditorio ©Nicolò Galeazzi

L’involucro è ridefinito con sostituzione dei serramenti e applicazione di cappotto, e viene realizzata una seconda pelle in fasce di policarbonato che riprende la matericità del nuovo edificio integrandoli in un’unica immagine contemporanea.

Le sfumature di giallo presenti nel policarbonato riflettono le tonalità del prato del giardino, proponendo un organismo con estetica cangiante nelle diverse ore del giorno e nelle diverse stagioni dell’anno.

Vista dell'edificio dal giardino: a destra la parte ristrutturata e a sinistra l'ampliamento ©Nicolò Galeazzi

Vista dell’edificio dal giardino: a destra la parte ristrutturata e a sinistra l’ampliamento ©Nicolò Galeazzi

CREDITS
progettisti incaricati: arch. Giulia de Appolonia – progettazione architettonica, coordinamento, direzione lavori
Tesis srl/ Planex srl- progettazione impiantistica – sicurezza
H&B srl/ ing.F. Palmieri - progettazione strutturale
Nicolò Galeazzi - fotografie

Autore:

Roberta Marcazzan

Roberta Marcazzan

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