Centro Polifunzionale del bambino della fondazione OASI di San Bonifacio, VR

Dettagli progetto

  • Luogo: San Bonifacio, VR
  • Anno di progettazione: 2010-2012
  • Anno di costruzione: 2012
  • Committente: Fondazione O.A.S.I.
  • Progettista: arch. Maria De Rossi

Si trova a San Bonifacio, in provincia di Verona, la prima scuola in assoluto in tutta Italia ad aver conseguito la certificazione Leed Platinum.

Tale riconoscimento viene assegnato dal Green Building Council Italia solamente ad edifici che riescono a conciliare la massima efficienza energetica con i più alti principi di eco-sostenibilità costruttiva.

Progettista e committenza: obiettivi comuni

“Credo che una buona architettura debba vedere la possibilità di un felice e fortunato incontro tra diverse energie positive”, così l’architetto Maria De Rossi descrive la sua idea del fondamento base su cui debba nascere un buon progetto. Questa fortunata sinergia è stata presente nei mesi della “Riqualificazione delle strutture scolastiche del Centro per l’Infanzia della Fondazione O.A.S.I.” a San Bonifacio. Tutti i soggetti coinvolti, infatti, hanno avuto la stessa volontà di ottenere il miglior risultato possibile.

In particolare la Committenza, rappresentata soprattutto dalla Presidente dott.ssa Maria Mastella, è stata disponibile nel percorrere assieme una strada che poneva come prioritarie scelte finalizzate al benessere psicofisico di coloro che avrebbero abitato questi spazi, andando inoltre a connotare l’intervento come un’esperienza di apertura e segno rivolto all’intera Comunità di San Bonifacio.

In due anni (gennaio 2010 – gennaio 2012) sono state progettate e realizzate le due scuole. Mentre l’Asilo Nido è stato costruito ex novo, la Scuola dell’Infanzia (che ospitava anche un Asilo Nido Integrato) era già esistente e risaliva al 1886. Purtroppo però, dopo attente valutazioni sia di tipo tecnico che economico, si è deciso di sostituire questo manufatto con un nuovo edificio efficiente dal punto di vista  energetico e, soprattutto, staticamente sicuro in caso di evento sismico. Questa scelta è stata comunque particolarmente dolorosa poichè il “Paolo Crosara” era l’unica “Scuola Materna” a San Bonifacio fino agli anni ’70 e la maggior parte degli abitanti della nostra cittadina lo hanno frequentato  e amato.

Consegna premio Sostenibilità 2015

Consegna premio Sostenibilità 2015

Analisi storica dell’esistenza

L’edificio sostituito derivava dalla somma di diversi interventi che si sono aggiunti al primo manufatto caratterizzato da una pianta ad “H” e che prevedeva un ingresso da c.so Venezia attraverso un giardino arretrato rispetto alle due facciate timpanate. Questa situazione è documentata dalla mappa dell’abitato di San Bonifacio del Catasto Austriaco conservata presso l’archivio di Stato di Verona.

Un’immagine dell’edificio su c.so Venezia gentilmente messa a disposizione da Guido Sandri (estratta dall’archivio storico di famiglia del Direttore dell’Archivio di Stato Gino Sandri) illustra la situazione della facciata principale negli anni ’30 del ‘900: è ben visibile l’assetto della porzione centrale a giardino, delimitata da una recinzione in muratura.

Nel 1972 venne costruito un ulteriore volume (per ospitare nuove sezioni) che inglobò il giardino arretrato rendendo illeggibile la connotazione architettonica del manufatto originario.

Perciò il nuovo intervento ha posto tra gli obiettivi prioritari il recupero della forma originaria del manufatto al fine di ridare leggibilità alla primitiva connotazione architettonica attraverso:

– l’eliminazione dei volumi di copertura sul lato est aggiunti dopo il 1952;

– l’abbattimento del volume tra le due facciate timpanate con la ridefinizione del giardino;

– Il ripristino del muro di recinzione su c.so Venezia come documentato dalla foto Sandri.

Si sono ricostruite in muratura le facciate timpanate agganciandole alla struttura prefabbricata.

Il risultato è stato quello di una “restituzione” al tessuto urbano di San Bonifacio di un elemento connotante uno dei due corsi principali mantenendo quel vincolo affettivo con gli abitanti attraverso la riproposizione dell’assetto originario.

A sinistra la nuova edificazione, a destra il vecchio edificio.

A sinistra la nuova edificazione, a destra il vecchio edificio.

Finalità e obiettivi

Le finalità e gli obiettivi dell’intervento possono essere così riassunte:

1) realizzare un esempio in grado di assumere il ruolo di modello, di modus operandi attraverso l’applicazione di metodologie di progettazione e realizzazione volte ad offrire un risultato di alta qualità e sostenibilità  attraverso l’innovazione architettonica, tecnologica ma anche di gestione e uso; definire un laboratorio formativo per le nuove generazioni finalizzato alla conoscenza di un costruire responsabile ed ecocompatibile.

2) indicare una possibile nuova linea di approccio alla questione sicurezza degli edifici scolastici decidendo, dopo approfondite valutazioni (tre diverse perizie sulle condizioni statiche dell’edificio), la sostituzione della Scuola dell’Infanzia con un nuovo edificio antisismico;

3) creare non solo un contenitore per una moderna didattica ma anche un luogo di riferimento per l’intera Comunità attraverso la promozione di azioni volte alla crescita culturale e sociale quali:

– innovazione nei contenuti dell’offerta formativa;

– laboratori rivolti ai genitori in risposta alla disgregazione familiare proponenti percorsi finalizzati alla costruzione di un modello soddisfacente di genitorialità in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Verona;

– centro di riferimento e sperimentazione per il Liceo delle Scienze Umane “Guarino Veronese” di San Bonifacio.

4) applicare nuove tecnologie al fine di migliorare il benessere all’interno delle strutture e a favore di un costruire sostenibile;

5) costruire in questi luoghi nuovi legami nel tessuto sociale finalizzati all’acquisizione di valori di identità e relazione.

 Progettazione partecipata

Nell’ambito della costruzione del processo progettuale e della realizzazione dei fabbricati, primaria importanza hanno avuto il dialogo e il continuo confronto tra i diversi attori coinvolti che sono:

– la Committenza (la Presidente della Fondazione, le Insegnanti e tutto il personale addetto nelle due scuole);

– il gruppo di progettazione architettonica (due architetti, un filosofo, tre illustratrici per l’Infanzia, una dottoressa forestale);

– il gruppo di progettazione impiantistica e certificazione LEED

– le imprese esecutrici

– l’Ufficio Tecnico del Comune di San Bonifacio

Illustrazione del progetto

L’area interessata dal progetto si trova in una zona centrale di San Bonifacio. L’intervento prevede la riorganizzazione dell’intero complesso  per poter realizzare una struttura dalla forma compiuta (a corte) che si proietta verso il già esistente spazio interno continuo di verde che acquista nuova identità e nuove valenze.

Riflettendo ad esempio su quanto l’attuale paesaggio sonoro urbano sia caratterizzato dalla presenza di rumori, diviene particolarmente apprezzabile la “protezione” data dalla corte. Si possono quindi recuperare le caratteristiche ambientali stagionali legate agli agenti esterni come la pioggia o il vento.

La complessità funzionale viene risolta attraverso forme e identità definite da relazioni; la fusione di identità distinte conferisce allo spazio una grande ricchezza e complessità: ciò che differenzia diviene valore e non limite in un contesto empatico attento all’ascolto e all’accoglienza. La persona, sia essa una bambina, un bambino o un adulto deve trovare spazi stimolanti ma anche luoghi di “pausa” e serenità. L’identità di questo insieme di luoghi è data dalla qualità e dall’intensità delle connessioni. Si realizza così uno spazio relazionale proprio perché si qualifica per le relazioni che è in grado di innescare e consentire: un insieme di tante identità diverse con una connotazione globale riconoscibile, in sintonia con un progetto di valori.

Il sistema diviene un luogo  dove l’interazione di varie attività sociali diventa un’ occasione di qualificazione di tutto il contesto urbano in cui la struttura in progetto si inserisce.

Una vista del cortile.

Una vista del cortile.

Caratteristiche del progetto

I principi sopra esposti si sviluppano ulteriormente nella definizione di spazi relazionali dove le parti diverse risultano essere in equilibrio ed armonia, per ottenere un progetto di qualità ambientale lavorando sia sulle caratteristiche fisiche che immateriali dell’ambiente utilizzando gli strumenti del design primario e dell’architettura; in particolare si sviluppa la progettazione delle “soft qualities”: luce, colori, materiali, acustica, odori, microclima.

Gli obiettivi ambientali raggiunti possono essere tradotti in nove “parole chiave” (Reggio Children): complessità morbida, relazione, osmosi, polisensorialità, epigenesi, comunità, costruttività, narrazione, normalità ricca.

L’equilibrio nella presenza di diversi tipi di materiali (dalle differenti caratteristiche tattili, acustiche, visive, olfattive), nell’uso del colore (modulato nelle diverse tonalità per la costruzione di composizioni cromatiche armoniche che mutano continuamente spostandosi nello spazio) e della luce, nel valutare alcuni fattori esterni (ciclo luce/buio dato dall’alternanza di giorno e notte; ciclo caldo/freddo dovuto all’alternanza di estate ed inverno) ha creato ricchezza e permette un continuo cambiamento del paesaggio sensoriale che risulta essere molteplice ed interessante.

Importante è anche il controllo dell’inquinamento “indoor” (ovvero all’interno dell’edificio) evitando i campi elettromagnetici eccessivi, l’uso di materiali che presentano radioattività (pietre granitiche o tufiche) o rilasciano sostanze tossiche (colle tossiche, materiali non stabili, presenza di microfibre inalabili,…) e attraverso gli impianti di ricircolo dell’aria.

Gli spazi della scuola

Ogni sezione si apre direttamente verso il giardino interno. Una particolare attenzione, infatti si è data nel definire gli spazi verdi sia dal punto di vista microclimatico (uso dell’arredo vegetale per abbattere l’effetto termico dell’irraggiamento nei mesi estivi o per ridurre l’inquinamento acustico esterno) che da quello relazionale (luogo di incontro e scambio), didattico (osservazione, sperimentazione, acquisizione, modificazione, azione) ed infine cromatico (i paesaggi cromatici creati con piante, fiori e legni possono cambiare al variare dell’ora del giorno e delle stagioni).

Le aree a verde sono differenziate per fasce d’età e attrezzate collocandovi vari elementi naturali. Inoltre è previsto un orto laboratorio, specificamente destinato  a rivestire la funzione di luogo di incontro e sperimentazione per i piccoli. E’ presente anche anche una serra solare non climatizzata che vede la possibilità per le bambine e i bambini di poter coltivare piante.

Fondamentale la presenza di spazi comuni flessibili e polifunzionali e il massimo collegamento visivo con lo spazio esterno per una importante presenza della luce.

Luogo per nuove relazioni nel tessuto sociale

Luogo per nuove relazioni nel tessuto sociale

I principali spazi che definiscono la Scuola dell’Infanzia e l’Asilo Nido

L’ingresso simboleggia il luogo di passaggio dall’esterno all’interno e diviene luogo di accoglienza, attesa, incontro, osservazione; per questo tale spazio si caratterizza come un luogo in cui è possibile sostare, ricevere e dare informazioni e dove sentirsi subito in una dimensione positiva, di visione simultanea del “fuori” e del “dentro” attraverso porte vetrate.

La Piazza centrale è il luogo dell’incontro, della socializzazione, dello scambio, del gioco, dell’aggregazione: offre molteplici possibilità di utilizzo e stimoli; qui si possono incontrare bambini ma anche genitori e insegnanti.

Le sezioni presentano spazi ed elementi simili o differenziati relativamente alle esigenze generate dalla diversa fascia di età d’appartenenza del gruppo sezione; all’interno di ciascuna sezione lo spazio offre la massima flessibilità e possibilità di contemporaneità di situazioni di lavoro (spazi-laboratorio) in funzione dell’apprendimento di gruppo. Per l’Asilo Nido il giardino di sezione costituisce la naturale espansione dell’aula verso lo spazio verde esterno ed è sia spazio abitabile, sia costante presenza visiva dei mutamenti ambientali (ciclo giorno/notte, ciclo caldo/freddo, fenomeni atmosferici).

L’Atelier è un luogo dove maggiormente i bambini possono esprimere la propria creatività; spazi  molto speciali che debbono comunicare operosità e dare la possibilità di sperimentare perché vero laboratorio.

Lo spazio insegnanti deve essere accogliente ed offrire le condizioni necessarie per poter svolgere tranquillamente il lavoro “burocratico”; è soprattutto luogo di scambio, riunione, incontro e studio.

Le aree a verde, distinte essenzialmente in due zone, sono differenziate per fasce d’età e attrezzate collocandovi vari elementi naturali . Inoltre è previsto uno spazio totalmente non “strutturato” per poter lasciare maggiore libertà creativa alle bambine e ai bambini.

Asilo Nido:

Dati planivolumetrici:

–         Superficie Coperta        mq   689,65

–         Superficie utile              mq   566,19

–         Volume                         mc 2779,19

 

Scuola dell’Infanzia:

Dati planivolumetrici:

–         Superficie Coperta        mq   882,44

–         Superficie utile              mq 1462,50

–         Volume                          mc 4882,63

 

La superficie dello spazio a giardino a disposizione delle scuole è di 1511 mq.

La certificazione “Leed Italia Platinum”

La Scuola dell’Infanzia “Paolo Crosara” ha ottenuto, per prima in Italia,  il più elevato livello di certificazione secondo il protocollo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), ovvero il “PLATINUM” il più utilizzato in Italia per realizzazioni di pregio. Il nuovo Polo Scolastico di San Bonifacio quindi, si attesta come esempio di alto livello di qualità di progettazione e costruzione con ridotto impatto sull’ambiente.

Il processo di certificazione LEED è basato  sul rispetto dei criteri contenuti nei “Prerequisiti” e dei requisiti di un certo numero di “Crediti” appartenenti alle sei aree di sostenibilità:

Polo scolastico san bonifacio maria de rossi leed1

  • SS – Sustainable Sites (Sostenibilità del Sito), concernente soluzioni progettuali e costruttive a minimo impatto ambientale, come la scelta del sito, il mantenimento o ripristino di aree verdi, il controllo dell’inquinamento da attività di cantiere, dell’inquinamento luminoso, da acque di dilavamento, da effetto isola di calore, e inoltre il favorire la mobilità con biciclette, mezzi pubblici, veicoli a basse emissioni.
  • WE – Water Efficiency (Gestione delle Acque), concernente la riduzione dell’uso dell’acqua. Nello specifico, dell’acqua potabile tramite riutilizzo di acqua piovana, di acque grigie, tramite l’utilizzo di appa-recchiature idro-sanitarie e sistemi di irrigazione a consumi ridotti.
  • EA – Energy and Atmosphere (Energia e Atmosfera), concernente soluzioni progettuali architetturali e impiantistiche tese a ridurre i consumi energetici dell’edificio e all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.
  • MR – Materials and Resources (Materiali e Risorse), concernente il riutilizzo di strutture esistenti, riuti-lizzo di materiali recuperati, a contenuto riciclato, di provenienza regionale, di legno di provenienza e processo lavorativo certificati.
  • IEQ – Indoor Environmental Quality (Qualità ambientale Interna), concernente l’utilizzo di materiali a basse emissioni di sostanze nocive, di ventilazione adeguata, di utilizzo dell’illuminazione naturale, ac-cesso a viste esterne, possibilità di controllare comfort termico e di illuminazione.
  • ID – Innovation in Design (Innovazione nella Progettazione), concernente soluzioni progettuali innovative non previste nelle aree precedenti o livelli di prestazioni eccezionali nell’ambito dei crediti già previsti nelle altre aree.

I Prerequisiti della certificazione LEED

I Prerequisiti contengono requisiti di progetto che sono stati rispettati in fase di realizzazione dell’opera.

  • SS prerequisito 1: Prevenzione dell’inquinamento da attività di cantiere
  • GA prerequisito 1: Riduzione dell’uso dell’acqua
  • EA prerequisito 1: Commissioning di base dei sistemi energetici dell’edificio
  • EA prerequisito 2: Prestazioni energetiche minime
  • EA prerequisito 3: Gestione di base dei fluidi refrigeranti
  • MR prerequisito 1: Raccolta e stoccaggio dei materiali riciclabili
  • QI prerequisito 1: Prestazioni minime per la qualità dell’aria
  • QI prerequisito 2: Controllo ambientale del fumo di tabacco

Il team di progetto, la D.L. e il consulente LEED  hanno contribuito al conseguimento e al rispetto di tutti i prerequisiti.

L’edificio è concepito per integrare al meglio, nel rispetto del budget di spesa disponibile, aspetti che lo caratterizzino per un elevato grado di sostenibilità, integrando tra loro comfort, salvaguardia dell’ambiente durante la costruzione e durante  la gestione.

Il protocollo di riferimento per la certificazione di sostenibilità è LEED Italia NC 2009 integrato con il prerequisito IEQ Pr3 “minimum acoustical performance” del protocollo LEED US 2009 fo School, condizione richiesta dal GBC Italia in attesa che venga emesso il protocollo LEED Italia per le scuole.

Il progetto dell’edificio è caratterizzato da altissimo livello di integrazione tra le diverse specializzazioni. Condizione indispensabile per il raggiungimento della certificazione LEED. Tale elevato grado di integrazione consente un processo iterativo di progettazione tra i vari specialisti ed è rappresentato dal diagramma sopra.

Polo scolastico san bonifacio maria de rossi leed

Arch. Maria de Rossi

Arch. Maria de Rossi

 

Dott.ssa Maria Mastella, Presidente Associazione O.A.S.I.

Dott.ssa Maria Mastella, Presidente Associazione O.A.S.I.

 

Si ringrazia per il materiale l’arch. Maria de Rossi.

Autore:

Roberta Marcazzan

Roberta Marcazzan

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