Nuovo Polo Universitario di Padova, Studio Valle Architetti Associati

Dettagli progetto

  • Luogo: Padova
  • Anno di progettazione: 2001-2004
  • Anno di costruzione: 2004-2015
  • Committente: Università Degli Studi di Padova
  • Progettista: Studio Valle Architetti
  • Area: casa dello Studente 8.645 mq, centro linguistico 7.459 mq, centro congressi 2922 mq, piazza pedonale 4.040 mq, parcheggi interrati 19.019 mq, parcheggi a raso 1.660 mq
  • Budget: Euro 21.561.800,00 progetto iniziale, Euro 5.382.006,25 varianti

Il progetto prevede un nuovo campus universitario urbano con una piazza centrale e parcheggio interrato sottostante circondata da quattro nuovi edifici. Era stato definito a livello urbanistico in uno dei “Piani guida” del Comune di Padova redatti da Studio Valle in variante al Piano regolatore generale tra il 1994 e il 1998. Negli anni novanta era stato costruito l’edificio della Facoltà di psicologia 2.

Il completamento del piano vede la definizione di una piazza interna pedonale con tre nuovi edifici: centro congressi, centro linguistico e casa dello studente.

KEYPLAN:
1 - EDIFICI ESISTENTI
2 - PSICOLOGIA 1 (ESISTENTE)
3 - PSICOLOGIA 2
4 - CENTRO CONGRESSI
5 - CENTRO LINGUISTICO
6 - CASA DELLO STUDENTE
7 - FIUME PIOVEGO
©Studio Valle Architetti Associati

Keyplan, “Nuovo polo universitario di Padova” ©Studio Valle Architetti Associati

Il disegno urbano

Il disegno urbano si fonda sul riconoscimento di due diversi orientamenti: mentre i perimetri dei quattro edifici seguono, verso l’esterno, i tracciati delle strade circostanti, all’interno abbracciano una piazza quadrata ruotata di quindici gradi in quanto orientata parallelamente al fiume. A sud, la piazza si collega al parco fluviale attraverso una loggia a doppia altezza sulla testata della casa dello studente, unendo spazio urbano e paesaggio naturale. Sul fronte strada gli edifici si presentano come solidi compatti, segnati dal taglio centrale delle scale a vista. Verso la piazza i volumi si aprono, scavati da portici, logge e dall’arretramento degli ultimi piani, quasi fossero “erosi” dalla penetrazione dello spazio che viene dal canale. All’”orografia” dei fronti, è stato sovrapposto un disegno “urbano” che fa loro da contrappunto. Gli edifici sono delle “case” con muri intonacati segnati da sequenze di finestre puntuali. Questa scelta persegue l’idea di un linguaggio comune che permane come “presenza di fondo”.

©Studio Valle Architetti Associati

Vista prospettica del complesso ©Studio Valle Architetti Associati

Tutti i fronti verticali hanno una differenziazione tra basamento, corpo principale e coronamento che va in opposizione al dualismo tra blocco ortogonale e volumi scavati. L’intonaco è tinteggiato di nero al piano terra, di grigio chiaro nei livelli centrali e di bianco nei coronamenti. Sulla piazza, il nero assorbe gli scavi degli ingressi mentre sulla strada risale i livelli attorno alle scale centrali. Il grigio articola le differenziazioni dei principali spazi interni. Il bianco segna gli arretramenti sulla piazza e i muri verticali sulla strada.

©Studio Valle Architetti Associati

Veduta della piazza pedonale interna ©Studio Valle Architetti Associati

Le regole compositive

Blocco e scavo: regola e deformazione sono unificate dalle aperture e dai toni dei diversi livelli. Le aperture rendono visibile un sistema costruttivo solido e flessibile. Gli edifici hanno un muro esterno portante di cemento armato su tutta l’altezza: esso è punteggiato da gruppi di finestre irregolari e opera come una superficie continua capace di scaricare i pesi in modo asimmetrico. All’interno, un telaio di pilastri divide gli spazi in campate trasversali con i blocchi scale che agiscono da controvento. Gli edifici stabiliscono così un contrappunto tra muro esterno “pesante” e telaio interno “leggero”. Le finestre partono dal linguaggio base dei fori singoli e si articolano in gruppi a nastro, fasce verticali e insiemi irregolari. I diversi tipi di finestre articolano il muro: esso è intonacato e mostra il suo spessore presso le aperture, dove il serramento è arretrato sul filo interno. Parete e telaio, peso e leggerezza, linguaggio costruttivo tradizionale e aggetti “moderni” si alternano sui diversi edifici raccontando quasi una “storia tettonica” della città.

Il centro congressi. Doppia scala d'esodo, esterno ©Studio Valle Architetti Associati

Il centro congressi. Doppia scala d’esodo, esterno ©Studio Valle Architetti Associati

Il centro linguistico

Nel seguire Psicologia 2 a formare le “ali” del terzetto di edifici su via Venezia, il centro linguistico si configura come un edificio a funzioni miste che accoglie più attività a successivi livelli. Esso include grandi aule, aule standard, laboratori linguistici, mediateca, Dipartimento di scienza delle comunicazioni e uffici amministrativi. Questa “città verticale” esprime gli spazi interni attraverso differenziazioni di aperture e volumi: al piano terra vi sono grandi finestre; ai quattro livelli superiori, le aule standard e i laboratori emergono dal volume con aggetti e gruppi di finestre a nastro; sul coronamento gli uffici sono segnati da finestre puntuali.

Il centro linguistico. ©Studio Valle Architetti Associati

Il centro linguistico. ©Studio Valle Architetti Associati

Il centro congressi

Anche nel centro congressi un montaggio in sezione di diverse attività è racchiuso in un involucro unitario, ma qui l’insieme ha caratteristiche uniche. Esso vede tre livelli di uffici sorretti con tiranti a una struttura a grandi travi posta in copertura. Questi sono sospesi sopra l’auditorium, il quale é sostanzialmente una maxi-aula con 520 posti a sedere, divisibile in due parti, rispettivamente di 278 posti nella galleria gradonata e 242 posti nella platea. La separazione è ottenuta con pareti scorrevoli impacchettabili sul lato della platea. Sfalsate in sezione, le due parti della sala hanno due finestre zenitali oscurabili che modulano le testate. Platea e gradonata sono orientate nella stessa direzione con cabina di proiezione centrale ed unico grande schermo. Per rispetto alla curva di visibilità, hanno caratteristiche diverse. Quando sono utilizzate separatamente, mentre diventano un’unica sala, dal punto di vista acustico e visivo, e quando sono unite nell’uso.

Il centro congressi, veduta da via Venezia ©Studio Valle Architetti Associati

Il centro congressi, veduta da via Venezia ©Studio Valle Architetti Associati

La casa dello studente

La casa dello studente è un edificio lineare lungo 120 metri con due bracci di cinque e sette piani che ruotano attorno a un ingresso vetrato. L’atrio comune a doppia altezza è accessibile sia dal lato del canale Piovego sia da quello della città. Esso dà accesso ai piani degli alloggi. La casa dello studente è un corpo di fabbrica di 16 m di profondità e contiene 200 posti letto. Gli spazi comuni come le aule di studio sono ai piani terra e primo mentre i servizi sono alloggiati nell’interrato. È quindi anch’essa una mini-città multifunzionale che, attraverso la spezzata dei due corpi ruotati, articola un tipo lineare prevalentemente ripetitivo. Tutto l’aspetto dell’edificio è segnato da una successione di appartamenti che si ripetono a coppie. Anche i fronti esterni hanno le finestre puntuali accoppiate e separate da un pilastro centrale arretrato rispetto al muro esterno.

La casa dello studente. Portico a doppia altezza tra Lungargine Piovego e piazza interna ©Studio Valle Architetti Associati

La casa dello studente. Portico a doppia altezza tra Lungargine Piovego e piazza interna
©Studio Valle Architetti Associati

 

Studio Valle Architetti Associati

 

Autore:

Roberta Marcazzan

Roberta Marcazzan

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