D.M. 11 aprile 2013: linee guida del MIUR per progettare l’edilizia scolastica

Dalla vecchia logica “prescrittiva” alla nuova “prestazionale”

Tra gli obiettivi di fondo delle nuove linee guida: garantire edifici scolastici sicuri, sostenibili, accoglienti e adeguati alle più recenti concezioni della didattica, sostenute dal percorso di innovazione metodologica intrapreso grazie alla progressiva diffusione delle ICT nella pratica educativa. In un comunicato stampa del MIUR, viene precisato che le Linee Guida rinnovano i criteri per la progettazione dello spazio e delle dotazioni per la scuola del nuovo millennio. Per questo motivo si discostano dallo stile prescrittivo delle precedenti, risalenti al 1975.

La nuova logica, infatti, è di tipo “prestazionale“, e rende i criteri di progettazione più agevolmente adattabili alle esigenze didattiche e organizzative di una scuola in continuo mutamento.
Vengono dunque riconfigurate la architetture interne, proponendo una concezione dello spazio differente da un modello di organizzazione della didattica rimasto ancorato alla centralità della lezione frontale.
Il MIUR continua precisando che le Linee Guida propongono spazi modulari, facilmente configurabili e in grado di rispondere a contesti educativi sempre diversi, ambienti plastici e flessibili, funzionali ai sistemi di insegnamento e apprendimento più avanzati. Se infatti cambiano le metodologie della didattica, superando l’impostazione frontale, anche la realizzazione degli edifici scolastici dovrà rispondere a parametri e criteri architettonici e dell’organizzazione dello spazio del tutto nuovi.

Le nuove linee guida

Le nuove linee guida recanti “Norme tecniche-quadro, contenenti gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia, anche con riferimento alle tecnologie in materia di efficienza e risparmio energetico e produzione da fonti energetiche rinnovabili, e didattica indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento adeguati e omogenei sul territorio nazionale” contengono interessanti premesse relative:

  • all’aula
  • allo spazio di gruppo
  • allo spazio laboratoriale
  • allo spazio individuale
  • allo spazio informale e di relax

I paragrafi successivi alle premesse riportano, invece, utili indicazioni:

  • sugli aspetti urbanistici
  • sugli spazi per le attività scolastiche
  • sugli impianti tecnologici
  • sui materiali
  • sulla sicurezza
  • sugli arredi

Dove collocare le nuove scuole

Per quanto concerne gli aspetti urbanistici, nelle linee guida viene precisato la posizione deve essera scelta in modo che il nuovo edifici diventi elementi di connessione per la loro naturale possibilità di diventare “civic center” e contribuire alla qualità del tessuto urbano circostante. Si indicano zone salubri, poco rumorose, lontane da strade importanti, in situazioni orografiche favorevoli, possibilmente pianeggianti per consentire l’organizzazione di attrezzature di gioco e sportive e, se le condizioni sono difficili, le aree dovranno essere adeguatamente ingrandite.
Eventuali deroghe devono essere riservate alle zone ad alta densità urbana o in ambienti collinosi o montani. In particolari condizioni il plesso scolastico può essere costituito da edifici situati in aree tra loro vicine, a condizione che siano a una distanza ragionevole, come un tempo di percorrenza di massimo 4-5 minuti o poste a metri 250-300 e collegate da un percorso sicuro.

Le attività della scuola

Molto dettagliato, poi, il paragrafo relativo agli spazi per le attività scolastiche che dà puntuali indicazioni su Atrio, Spogliatoi e servizi igienici, Segreteria e Amministrazione, ambienti insegnanti, personale, Piazza – Agorà, Cucina e mensa, Sezione – spazio base (home base), Atelier – laboratori e laboratori specialistici, Spazi di apprendimento informale, Spazi aggiuntivi per civic center, Impianti sportivi, Spazi a cielo aperto, Magazzini e archivi.

Laboratorio sensoriale

Le linee guida precisano come la scelta dei materiali sia fondamentale per la qualità di una architettura. In particolare i materiali di finitura. I bambini più piccoli, nella scuola d’infanzia, hanno processi cognitivi caratterizzati da una forte sinestesia, in cui un senso attiva gli altri sensi. Per questo motivo hanno un approccio alla conoscenza che utilizza tutti e cinque i sensi. I piccoli utenti meritano un ambiente che sia ricco, variegato e interessante da un punto di vista sensoriale.  La dimensione sensoriale nella conoscenza perde importanza man mano che i bambini crescono, ma rimane un importante sistema di esperienza, cognitiva e ambientale. Si ritiene quindi importante mantenere un buon livello di qualità sensoriale nel progetto, allontanandosi dal paesaggio ‘anemico’ dal punto di vista sensoriale che caratterizza le scuole italiane.

Queste linee guida sostituiscono ancora non ufficialmente il DM 18 dicembre 1975 recante “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica”. E’ con il grande concorso “Scuole Innovative”, indetto nel 2015 (cui si rimanda all’ultima news in merito), che si costituiranno, finalmente, le nuove norme tecniche che manderanno in pensione quelle del 1975.

Scarica qui le Linee guida per la progettazione di nuovi edifici scolastici

Fonte:www.lavoripubblici.it

 

 

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