Antisismica nelle scuole: i fondi alle Regioni

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Assegnati alle Regioni i 40 milioni di euro (20 milioni per il 2014 e 20 milioni per il 2015) per interventi di adeguamento sismico ed antisismica nelle scuole.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 03/12/2015 è stato pubblicato il D.P.C.M. 12 ottobre 2015 che, in attuazione dell’art. 1, comma 160, della L. 107/2015, provvede a ripartire le somme relative alle annualità 2014 e 2015 (complessivi 40 milioni di euro), dei finanziamenti per l’adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici scolastici, nonché per la costruzione di nuovi immobili sostitutivi di quelli a rischio sismico, a valere sul “Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, di cui all’art. 32-bis del D.L. 269/2003 (conv. L. 326/2003).
Il decreto provvede altresì a definire termini e modalità di individuazione degli interventi di adeguamento strutturale ed antisismico finanziabili.

Adeguamento sismico delle scuole: la suddivisione regionale

Il decreto ripartisce (per il 2014-2015) tra le Regioni e le Province autonome i 40 milioni di euro per interventi straordinari di adeguamento strutturale antisismico degli edifici scolastici e per la costruzione di nuovi immobili che sostituiscano gli edifici esistenti a rischio sismico.

Le quote di competenza regionale sono state assegnate alle singole Regioni tenendo conto dei differenziati livelli di rischio sismico che caratterizzano i diversi territori. Tra le Regioni che hanno ricevuto finanziamenti maggiori la Campania con 6.844.000 di euro, la Sicilia con 5.988.000 e il Lazio con 4.252.000.

Le Regioni ora dovranno individuare gli interventi da realizzare, le risorse da destinare a ciascun intervento, gli enti beneficiari, il termine di aggiudicazione dei lavori e di definizione delle progettazioni.

Antisismica: caratteristiche degli interventi

Gli interventi finanziabili con le risorse del fondo devono rientrare nelle seguenti tipologie:
interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici di proprietà pubblica, la cui necessità risulti da verifiche tecniche eseguite in coerenza con le norme;
interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici di proprietà pubblica per cui risulti accertata la sussistenza di una condizione di rischio sismico grave e attuale;
costruzione di nuovi edifici scolastici di proprietà pubblica, nei casi in cui sia indispensabile sostituire quelli esistenti, ad elevato rischio sismico, per i costi eccessivi dell’adeguamento rispetto alla nuova costruzione o per obiettive, riconosciute e documentate situazioni di rischio areale (instabilita’ di versante, pericolo di alluvioni o inondazioni), che richiedano la demolizione dell’esistente e la ricostruzione, eventualmente anche in altro sito.

Nel caso di interventi non supportati da verifica sismica, la condizione di rischio sismico grave e attuale deve essere documentata mediante relazione tecnica da parte di un tecnico qualificato dalla quale si evince la pericolosità sismica, la tipologia costruttiva e la storia dell’edificio.

Gli interventi devono riguardare edifici scolastici ubicati in territori rientranti in una delle zone sismiche 1, 2 o 3, con esclusione di quelli costruiti o adeguati ai sensi delle norme sismiche emanate successivamente al 1984. Sono ammessi però interventi di adeguamento nelle Regioni e nelle Province autonome interamente classificate in zona 4.

Non sono consentiti interventi:
– su edifici scolastici di proprietà pubblica già finanziati con altri fondi nazionali e comunitari, fatta eccezione per quelli finanziati per altre finalità;
– su edifici a destinazione mista (scolastica-abitativa, scolastica-commerciale), a meno che per questi ultimi non sia preventivamente garantita, con altri fondi, la copertura della spesa dell’intervento sulle parti relative alle altre destinazioni.

La proposta di una nuova costruzione deve essere motivata dal punto di vista funzionale, economico o di inidoneità del sito. Inoltre deve essere accompagnata, dove necessario, dalla messa in sicurezza statica o dalla demolizione del vecchio immobile.

Sarà data priorità agli interventi dotati di progetto definitivo/esecutivo immediatamente cantierabili o appaltabili.

Fonti: edilportale.com, legislazionetecnica.it

Autore:

Alessandro Sartori
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