Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica: 74 milioni per riqualificazione e ricostruzione di scuole

Un fondo immobiliare da 74 milioni di euro, dedicato alla riqualificazione o costruzione ex novo di edifici scolastici nei Comuni italiani che permetterà, dopo la fase iniziale dedicata a sei Comuni, di predisporre linee guida operative e replicabili per favorire investimenti e rigenerazione urbana sul patrimonio immobiliare di piccole, medie e grandi amministrazioni. E’ questa la sintesi del progetto “Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica e il territorio”, promosso da Anci, Agenzia del Demanio, Miur e Invimit e presentato questa mattina a Roma nella sede Anci.

Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica, modello replicabile

L’operazione si concretizzerà attraverso il sistema integrato di fondi immobiliari gestito da Invimit (società al 100% del Mef e capitalizzata interamente da Inail) e beneficerà dei contributi pubblici messi a disposizione dal Miur per la modernizzazione dell’edilizia scolastica. I Comuni che hanno aderito a questo primo progetto pilota realizzeranno sia edifici scolastici ex novo sia rigenerazione di patrimonio, attingendo a risorse appositamente costituite. Progetto che prevede l’investimento di Invimit Sgr attraverso il Fondo I3 Core Comparto Territorio con 57,8 milioni di euro di equity e dei Comuni con l’apporto di immobili per un valore di 11 milioni. A queste risorse si aggiungeranno, inoltre, i contributi del Miur pari a 5,9 milioni di euro. Oltre al Comune capofila, Castel San Pietro Terme ( BO), le amministrazioni coinvolte saranno quelle di Osimo (An), Isola Di Capo Rizzuto (Kr), Robbiate (Lc), Grumolo delle Abbadesse (Vi), Monte Prandone (Ap).

Le tre direttrici principali del progetto “Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica e il territorio”

 1. Realizzare nuovi poli scolastici innovativi secondo gli standard e le linee guida indicate dal Miur in materia di edilizia scolastica e riqualificare immobili di proprietà del Comune dismessi o non utilizzati; il tutto senza incidere sui saldi di finanza pubblica.

Questo primo aspetto permetterà importanti risparmi anche in termini di risparmi sui costi della manutenzione e  sulle spese energetiche poiché il patrimonio scolastico che verrà realizzato avrà elevati standard sia in termini di razionalizzazione degli spazi e delle sedi ad uso scolastico, sia di efficienza gestionale delle stesse.

L’affidamento ad un gestore professionale (SGR da selezionare tramite procedura ad evidenza pubblica) del coordinamento, della gestione e della realizzazione dei progetti di riqualificazione del patrimonio scolastico e di quello non strumentale da riqualificare, garantirà agli enti locali coinvolti una impostazione strategica ed operativa del progetto: i comuni avranno solo onere di monitorare andamento della gestione nel tempo.

Il progetto punta poi a superare la strutturale carenza di fondi utilizzando uno strumento diverso dal classico appalto con indebitamento o in attesa di risorse a fondo perduto, ricorrendo invece ad un’operazione di investimento di mercato.

Altro punto di forza è il superamento della lentezza legata agli adempimenti burocratici pubblici, dalla redazione dei progetti alla realizzazione dei lavori, facendo leva sulla natura privatistica dello strumento del fondo immobiliare che comunque dovrà essere gestito nel pieno rispetto dei principi e delle norme comunitarie e nazionali oltre ai controlli di Consob e Banca d’Italia. .

Utilizzare quale strumento finanziario un fondo immobiliare che permette un ritorno finanziario non speculativo (3% + inflazione per chi investe equity), consentirà, inoltre, di superare la difficoltà di reperimento di fondi tramite strumenti più costosi come ad esempio il project financing che, in effetti, difficilmente permettono di coinvolgere investitori privati in grado di sostenere interventi di questa entità con i rendimenti previsti dall’operazione.

Il fondo immobiliare entra nell’ambito dell’operazione attuando quel sistema integrato dei fondi previsto dall’art 33 del dl 98/2011 nel quale investirà Invimit Sgr (società di gestione al risparmio del MEF) attraverso il “Fondo I-3 Core comparto territorio” sottoscritto interamente da Inail. Nel Fondo potranno investire anche altri investitori professionali  “pazienti” (quali ad esempio fondi pensione, casse previdenziali) che potranno così investire in economia reale con interessanti ritorni soprattutto dal punto di vista dei benefici indiretti e indotti (attivazione di investimenti,attivazione di lavori e di attività professionali).

2. Rigenerare e valorizzare il patrimonio immobiliare dismesso o non utilizzato degli enti locali

Un patrimonio immobiliare deve essere reso efficiente in termini economici e sociali anche con il superamento di costi indiretti generati dal degrado: il cosiddetto costo del non fare. Gli enti pubblici apportano al Fondo in questione dei beni del proprio patrimonio pubblico, spesso degradati e/o inutilizzati, che non sono riusciti ad alienare o a valorizzare da soli . Tali immobili apportati al Fondo verranno rigenerati e messi a reddito dalla Società di Gestione del Risparmio attraverso la vendita sul mercato, la locazione, l’affitto permettendo quindi la riqualificazione di zone individuate e predefinite dai  Comuni, attraverso un’operazione a carattere non speculativo  di economia reale, volano per lo sviluppo economico del territorio e che permetterà anche il recupero sociale dello stesso.

3. Rigenerare, valorizzare il patrimonio immobiliare da rendere efficiente in termini sia economici che finanziari

L’utilizzo del Fondo Immobiliare quale strumento finanziario permette ai Comuni di evitare le classiche forme di indebitamento e la relativa realizzazione diretta dell’opera con i conseguenti rischi in termini di incremento dei costi e dei tempi di realizzazione. Pertanto, tenendo conto dell’aspetto importante del trasferimento dei rischi al Fondo  e alla valutazione finanziaria di questo effetto, risulta  estremamente conveniente rispetto alle altre forme di finanziamento/indebitamento e dir realizzazione diretta.

Una operazione che ha una valenza nazionale con un triplice effetto:  permette di uscire dalla logica tradizionale di opera pubblica  con ricorso all’indebitamento pubblico e contributi dati senza un progetto produttivo, andando verso il concetto di allocazione efficiente delle risorse che generano processi moltiplicativi sulla base di un progetto di valorizzazione e di utilizzo di beni pubblici dismessi o inutilizzati ; velocizzazione di  tutti gli adempimenti necessari per la realizzazione e il completamento dei progetti di realizzazione e reperimento delle risorse; sostenibilità ed efficacia delle iniziative sotto il profilo sociale economico ed ambientale.Il tutto senza trascurare il lavoro di coordinamento di 6 enti locali che tra di loro hanno nominato un capofila che ha interloquito in maniera sempre costruttiva e propositiva con strutture nazionali quali l’ANCI/FPC, il MIUR, l’Agenzia del Demanio e Invimit SGR. Adesso anche altri enti locali potranno beneficiare del percorso realizzato e della documentazione tecnica, legale ed economica prodotta.

Polo scolastico Fondazione O.A.S.I., San Bonifacio, VR. Arch. Maria de rossi Una vista del cortile.

Polo scolastico Fondazione O.A.S.I., San Bonifacio, VR. Arch. Maria de rossi Una vista del cortile.

I primi numeri parlano di sei nuovi complessi scolastici con classe energetica A e servizi innovativi, 23.000 mq di scuole rigenerate, 18 mesi dall’avvio del Fondo per realizzare le nuove scuole, investimenti su scuole pari a 27 milioni, contributo del MIUR di sei milioni, investimenti dei Comuni di 11 milioni ( derivanti da immobili dismessi o non utilizzati), effetto moltiplicatore delle risorse investite in rapporto 1/6 ( 11 milioni investiti generano investimento sul territorio di 68 milioni).

Fonti: http://italiasicura.governo.it/ http://www.nextville.it/

Clicca qui e scarica le slide presentate nella conferenza stampa

Autore:

Roberta Marcazzan
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