Una scuola senza Radon

Cos’è il Radon?

Il Radon è un elemento radioattivo con le seguenti caratteristiche: gas (a temperatura a pressione ambiente), incolore, insapore, inodore, chimicamente inerte.

Esso deriva dal decadimento radioattivo dell’uranio, un elemento presente in tutte le rocce della crosta terrestre: per tale ragione esso è diffuso ovunque.

Attraverso un meccanismo di decadimento radioattivo, esso si trasforma originando altri elementi radioattivi: sono proprio questi (i cosiddetti “figli del radon”) a costituire il reale agente di rischio per la salute.

Perché il Radon è dannoso?

I figli del radon sono chimicamente ed elettricamente reattivi. In parte rimangono liberi in aria e in parte di attaccano al particolare (vapore acqueo, polveri sospese, fumo da sigarette…).

Sono proprio i figli del radon ad essere dannosi, infatti le particelle alpha derivanti dai prodotti del suo decadimento danneggiano i tessuti polmonari.

Ciò avviene secondo il seguente meccanismo:

  • la respirazione introduce nei polmoni il radon e i prodotti di decadimento.
  • I prodotti di decadimento, in particolare il polonio 218 e 214 si fissano ai polmoni.
  • Le particelle alpha emesse dal polonio 218 e 214, irradiano le cellule causando danni fisici e chimici al DNA.

Questi danni possono essere riparati da meccanismi cellulari, ma se sono in eccesso possono innescare processi di modificazione cellulare fino alla trasformazione in cellule tumorali.

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©Dipartimento Igiene del Lavoro – ISPESL

Quali sono le sorgenti del Radon?

Il Radon presente in un edificio scolastico può derivare da diverse sorgenti:

  • la principale fonte è il suolo (85-90%) su cui è costruito, in quanto alcuni tipi di rocce (, ecc) sono particolarmente ricche di uranio
  • I materiali da costruzione (2-5%), soprattutto tufi e lave
  • Una terza sorgente è l’acqua (<1%) in quanto il gas radioattivo è moderatamente solubile in essa.

Il Radon: un pericolo per la salute pubblica

Nel 1988 l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il radon come cancerogeno del gruppo 1. Ossia come sostanza per la quale è accertata la cancerogenità anche negli esseri umani. E’ infatti collocato secondo posto come causa di tumori polmonari, dopo il fumo da tabacco.

 

Causa più comuni per l'insorgenza del tumore polmonare

Cause più comuni per l’insorgenza del tumore polmonare

Come sapere se esiste un rischio da Radon nella scuola?

Il radon è un inquinante “subdolo” in quanto nessuno dei nostri sensi è in grado di avvertirne la presenza: esso è incolore, inodore e insapore.

Per sapere se e quanto sia presente in un edificio scolastico oppure in un particolare ambiente, è necessario valutare la sua concentrazione in aria (espressa in BQ/m3) mediante opportuna strumentazione.

All’interno di un ambiente il radon varia continuamente. La sua concentrazione varia infatti sia nel tempo (tra giorno e notte, tra stagione estiva e quella invernale) che nello spazio (tra diversi locali, tra un piano e l’altro). Dipende inoltre dalle caratteristiche del terreno, dell’edificio scolastico e del clima.

Un’accurata valutazione del rischio richiede una misura per tempi lunghi (da alcuni mesi fino in genere ad un anno solare). In questi casi, la strumentazione più idonea è rappresentata dai dispositivi passivi, detti dosimetri. Essi forniscono un valore medio della concentrazione di radon in aria nel periodo di esposizione.

I dosimetri passivi sono dispositivi di piccole dimensioni, che non necessitano di alimentazione elettrica. Possono essere collocati in un locale (appesi al muro, appoggiati su un mobile) anche da personale non specializzato; al termine del periodo di campionamento, vengono restituiti al laboratorio per l’analisi.

Nel caso si voglia avere una indicazione di massimo della sua presenza con misure di breve durata – da qualche ora ad uno o due giorni (misure di screening) – si impiega la strumentazione attiva. Quest’ultima necessita di alimentazione elettrica e richiede la presenza di personale specializzato.

Per altre informazioni si consulti il sito del Ministero della Salute

Per sapere cosa prevede la normativa, si consulti l’articolo Radon nelle scuole: cosa prevede la normativa vigente.

Per conoscere i rimedi proposti per gli edifici scolastici, si consulti l’articolo Radon nelle scuole: azioni di rimedio.

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©Dipartimento Igiene del Lavoro – ISPESL

 

Fonte: “Una scuola senza radon”, edizione 2013, pubblicazione realizzata da INAIL – Dipartimento Igiene del Lavoro

Autore:

Roberta Marcazzan
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